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Inviato: Lun Dic 10, 2007 15:57
Oggetto: Mondiale per CLUB
Milan, i Reds in semifinale. Kakà: "Ronie ce la può fare"
I giapponesi degli Urawa Reds battono il Sepahan (3-1): sfideranno rossoneri giovedì alle 11.30.
Ancelotti alle prese con il Fenomeno, che non si è ancora allenato, ma il Pallone d'Oro lo sostiene: "Non abbiamo perso la speranza di vederlo giocare in questo torneo"
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Inviato: Dom Dic 16, 2007 14:39
Oggetto:
Il Milan è Campione del Mondo trionfo firmato Inzaghi-Kakà
Boca jrs-Milan 2-4: Rossoneri sul tetto del mondo
Recita così il gigantesco maxi schermo che campeggia nell’International Stadium di Yokoama. E allora via alla finale, la gara conclusiva del mondiale per club, che ha sostituito la “vecchia” Coppa Intercontinentale. Boca in campo con la formazione annunciata, con capitan Palermo e Palacio davanti, Milan con alcune sorprese in difesa: Bonera per Oddo e l’altra fascia affidata a Maldini. Davanti, spalleggiato da Seedorf e Kakà, l’uomo che nelle competizioni internazionali non tradisce mai: Pippo Inzaghi.
Boca subito in avanti, ma prima vera occasione per i rossoneri al quinto: bel pallone di Seedorf per Inzaghi un po’ defilato, palla out di poco. Poi uno due degli argentini, poco incisivi però sotto porta, con grande brivido per gli uomini di Ancelotti all’undicesimo: dopo un’uscita a vuoto di Dida, incredibilmente Gonzales non inquadrava la porta. Ed ecco la scossa: spostato Kakà, sempre strettissimo tra Paletta e Maidana, più vicino a Superpippo il Milan finalmente riusciva a costruire una fase offensiva di un certo peso, mentre il Boca cercava di fare filtro in mezzo al campo.
E proprio sull’asse Kakà-Inzaghi ecco il vantaggio rossonero: brasiliano in affondo, ribattuto il suo primo tiro, il secondo sbagliato finiva sui piedi del bomber che non falliva, entrando così nella storia: è l’unico di sempre ad aver segnato in ogni competizione internazionale. Dopo un solo minuto, la doccia fredda. Su calcio d’angolo battuto corto, difesa immobile e Palacio, lesto ma solissimo in mezzo all’area, bravo ad insaccare di testa. Uno ad uno, ma grave errore della difesa del Milan, farsi infilare in sei contro due non è una buona cosa. Tutto da rifare, dunque.
Da lì, a legittimare un pari tutto sommato giusto, qualche occasione per parte. Le più nitide? Una per l’argentino Cardozo, un paio per il Milan, questa volta con Kakà e con il solito Inzaghi servito da Seedorf. Ed un contatto dubbio nell’area del Boca, con Ambrosini a terra in area. Era rigore? Forse, ma non per Moreno. Ed ecco ancora qualche scaramuccia a centrocampo e, dopo un minuto di recupero, tutti negli spogliatoi.
E chissà cosa ha detto sir Carletto ai suoi negli spogliatoi…sta di fatto che sono usciti con un super ritmo ed un Kakà che se nel primo tempo era imprendibile nel secondo pareva col turbo a piede. Tanto da involarsi al quarantasettesimo, accentrarsi, ricevere palla da Seedorf, mobilissimo, e costringere Cardoso ad un recupero in extremis. Ma era solo il preludio del vantaggio: punizione di Pirlo con schema suggerito a gran voce da Ancelotti, palla non agganciata da Ambrosini ma perfetta sul piede di Nesta: due ad uno al cinquantesimo. E Boca tramortito nel disperato tentativo di tenere Kakà, sempre più sguizzante.
Al sessantesimo la prima palla goal, davvero gustosa, per il Boca: Ibarra, appena rientrato dopo una botta in uno scontro con Kakà, gran tiro da fuori, palo con Dida battuto. Un miracolo. Preludio del doppio vantaggio: azione personale di Kakà con Maldini a terra, partenza da posizione defilata, penetrazione in area, palla che filtra tra le mani del portiere e si insacca. Tra a uno, anzi, uno a tre, e moderata esultanza di Kakà, con la maglia “i belong to jesus” orgogliosamente mostrata accomodandosi sul tetto del mondo. Incontenibile in campo, regolato nei festeggiamenti.
Boca quasi demolito, in avanti solo con una bella palla di Banega per Palacio sparecchiata alta, e definitamene disfatto dall’uno a quattro: grandissima palla del pallone d’oro generosamente regalata a Superpippo per la doppietta facile facile. Poi passerella di applausi per lui, sostituito da Cafù alla quinta apparizione tra finali mondiali di club o di nazionale. Scusa se è poco.
Poi? Cosa può rimanere ancora in una gara così? Ad esempio una punizione di Pirlo out di un soffio, l’espulsione di Kaladze (che, da un arbitro molto molto ligio al regolamento ci sta), e l’autorete di Ambrosini. Cross nel mezzo, tiraccio di Ledesma su cui Dida sarebbe potuto arrivare, palla resa imparabile dalla deviazione alla disperata del centrocampista milanista. E gloria per Ledesma, da regolamento “comparsa” sul tabellino marcatori.
Poi solo il tempo per l’espulsione dello stesso Ledesma, per un fallaccio da esasperazione su Kakà. Per un paio di belle occasioni sempre per lui, Ricky. Per l’ingresso di Brocchi. Per tanti abbracci ed il fischio finale. Se il terzo posto è andato agli Urawa Reds dopo un carambolesco 6-4, il primo va al Milan. Alla squadra da oggi più titolata nel mondo.
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